MAR EGEO: IN GRECIA TRA NATURA E SILENZIO

Poca mondanità e un paesaggio selvaggio. Fatto di piccole baie da raggiungere in barca e un mare color turchese. Perché nella più grande delle Sporadi la cosa migliore è darsi alla macchia… Mediterranea!

Un tempo si chiamava Ikos. La tradizione vuole che i Cretesi, al comando del re Stafilo, figlio di Dioniso e di Arianna nonché uno degli Argonauti, si stabilissero sull’isola nel XVI secolo a.C. Anche il padre di Achille, Peleo, secondo il mito sarebbe vissuto qui. Oggi l’isola si chiama Alonissos ed è la più settentrionale dell’arcipelago delle Sporadi. A regnare sovrana è una natura straordinaria, con spiagge bagnate dalle acque più limpide e trasparenti di tutto l’Egeo. Dimenticate dunque le gettonatissime, ventose e spoglie Cicladi, la mondanità, la trasgressione e le folli notti stile Mykonos. Se è questo che cercate, Alonissos non fa per voi.

Ma se nei vostri sogni alberga la ricerca di un contatto intimo con il mare, il profumo intenso dei pini e della macchia mediterranea, il colore turchese di baie e calette, il silenzio e un po’ di gusto per l’avventura, allora Alonissos è l’isola giusta. Testimonial d’eccezione della qualità dell’ambiente marino è la foca monaca: minacciata di estinzione in tutto il Mediterraneo, qui vive e si riproduce nell’unico Parco Marino Nazionale greco, nonché l’area protetta di questo genere più vasta d’Europa (2220 kmq), in compagnia di delfini e tartarughe. Certo, il mezzo migliore per visitare le innumerevoli insenature e spiagge dell’isola (la maggior parte non attrezzate e selvagge) è una barca privata, ma si possono comunque raggiungere molte delle spiagge più belle utilizzando un servizio di taxi-boat con partenza da Patitiri, il capoluogo, visto che, considerato lo stato non sempre ottimale di alcune strade, questa è la soluzione migliore. C’è comunque da dire che Alonissos è un’isola lunga (20 km) e sottile (4,4 km nel punto più largo), con sostanzialmente una sola strada che l’attraversa da nord a sud, da cui si dipartono a pettine le piccole vie che portano alle spiagge per uno scooter, anch’esso da prendere a noleggio. Alonissos non è mai troppo affollata, nemmeno nei periodi di punta dell’estate. Non potete arrivarci in aereo. Bisogna atterrare a Skiathos (altra isola delle Sporadi), dove c’è l’unico aeroporto dell’arcipelago, e qui imbarcarsi su una nave-traghetto che in circa due ore vi condurrà sull’isola (il tempo si riduce a meno della metà se si prende l’aliscafo).

L’approdo per tutti è il porto di Patitiri, il paese più importante, dove vivono gran parte dei suoi 3000 abitanti, e dove sono fioriti, arroccati sulla piccola baiaalberghi, ristoranti, negozi, caffè. ma che dà l’impressione di essere poco più che un molo da cui partire alla scoperta delle meraviglie naturali dell’isola. Patitiri significa torchio, d’altra parte sin dalle epoche più remote Alonissos è stata terra di agricoltori, che producevano vino rinomato e olio di oliva che veniva esportato. Fino al 1965 la popolazione però non viveva al porto, ma nel vecchio villaggio, alto sulla collina, a Chora. Fu un terremoto che in quell’anno costrinse la gente ad abbandonare le proprie case distrutte per vivere in quelle di cemento, onestamente brutte, costruite in fretta a Patitiri e nel vicino villaggio di Votsi. Il vecchio paese di Chora successivamente è però rinato grazie a molti turisti inglesi che, un po’ per volta, casa per casa, lo hanno comprato e ristrutturato. Lassù, sulla collina, l’atmosfera è a dir poco understated, soprattutto quando le sere d’estate le sue strette vie si animano, e tra le vecchie case di pietra fortificate, costruite per resistere all’attacco dei pirati e ora di nuovo illuminate, si animano bar, caffè e taverne, alcuni dei quali con piccoli terrazzi da cui si gode una vista strabiliante sull’isola. Bisogna essere lassù la sera di Ferragosto, quando una festa popolare richiama tutti gli abitanti dell’isola, con le tipiche musiche e danze greche nelle piazzette che brulicano di vita. A Chora si può salire anche a piedi dal porto, 30-40 minuti lungo il sentiero delle capre, ma col caldo è bene non dimenticare di portare con sé l’acqua. Tornati sulla costa, Votsi, a un chilometro da Patitiri, è un piccolo borgo di pescatori dai ritmi lenti e rilassati. La baia è circondata da formazioni marmoree, cinta da pareti di roccia chiara con strisce rosse che si immergono nelle acque cristalline di colore turchese così trasparenti che le ombre delle barche possono essere viste proiettate sul fondo del mare. In realtà le baie sono due. Quella a nord, con una piccola spiaggia di ciottoli, è un vero gioiello e si nasconde sotto un’alta scogliera: vi si può accedere attraverso una breve e ripida strada sterrata e scalini scavati nella roccia che scendono dal villaggio. Nella piccola baia c’è spazio solo per pochi visitatori. Non ci sono servizi.

A quattro chilometri a nordest di Patitiri la sabbia fine fa una rara apparizione in uno dei pochi arenili sabbiosi: siamo a Chrisi Milia (il melo d’oro), tra le più belle spiagge di Alonissos. La discesa verso il mare è una pista lunga e tortuosa tra la pineta, che sembra condurre da nessuna parte fino a che, improvvisamente, la spiaggia. La sabbia soffice digrada in un mare turchese. Vi sono però da esplorare anche piscine naturali dal fondo roccioso. Chrisi Mila è anche una delle poche spiagge organizzate, per cui offre un punto di ristoro, sedie a sdraio, ombrelloni (non immaginate certo Rimini, sono pochi e distanti tra loro, però è consigliabile arrivare presto per avere un buon posto dove sistemarsi). Proseguendo verso nord sulla costa orientale dell’isola si raggiunge la baia di Kokkinokastro, che significa “castello rosso” poiché si apre dietro un promontorio di rocce rosse e scoscese, mentre la spiaggia è di ciottoli bianchi. Il tutto crea un forte contrasto con il blu delle acque profonde del mare. Nei pressi si trovano i resti delle mura dell’antica città di Ikos. Di fronte alla spiaggia sull’isolotto chiamato Kokkinonisi (Isola rossa) o Vrahos (roccia) sono stati trovati utensili dell’era paleolitica: sono le prime tracce evidenti della presenza umana nel Mar Egeo. Proseguendo ancora, lungo la strada principale, che riserva scorci mozzafiato sulla costa e sul mare visto dall’alto, si giunge alla tranquilla spiaggia di Agios Dimitrios, a 16 chilometri da Patitiri, facilmente raggiungibile con auto e scooter. Qui lo stretto litorale è ghiaioso. La spiaggia è attrezzata, il mare è cristallino, straordinariamente trasparente, con fondali ciottolosi, ideale per fare il bagno. Ci sono due chioschi dove è possibile pranzare. Lungo la strada si trova anche la deviazione per Steni Vala, un villaggio di pescatori dove ha sede la società ellenica per la protezione della foca monaca. Insomma, si può dire che la giornata tipo su Alonissos consista proprio nello scoprire ogni giorno una spiaggia diversa. Per uno spuntino a pranzo si può approfittare dei chioschi e delle taverne che spesso sono annesse alle spiagge e che per pochi euro (una decina) offrono ottime insalate, fritture e spiedini di mare. Anche la sera le taverne caratteristiche sono un’ottima soluzione. Si possono gustare i piatti della cucina greca tradizionale. In alcuni posti fanno la torta di formaggio di Skopelos, che spesso viene preparata nel momento in cui la richiedete. Una specialità locale, l’astakomanestra, è un piatto di pasta con aragosta. Anche le torte di noci, karydopita, sono eccezionali. Provate a fare un salto alla taverna Koutouki a Patitiri: qui il proprietario ogni tanto improvvisa serate di sirtaki, in cui il ballo accompagna l’ottimo cibo innaffiato dal vino dell’isola.

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(fonte Viaggi24 – Massimo Spampani)

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Categorie: Mare, Vacanze in Famiglia

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