La nuova “vecchia” Marsiglia in attesa del 2013

Norman Foster, Zaha Hadid, Stefano Boeri e altri divi dell’architettura si sono messi al lavoro per rifare il look alla seconda città di Francia, in vista del 2013 quando Marsiglia diventerà Capitale europea della cultura. Mentre i cantieri ridisegneranno il volto di interi quartieri, la città multiculturale e aperta all’incontro rimane fedele a se stessa. Viaggio tra musei, prodotti artigianali e ristoranti nelle strette vie del Panier e le baie selvagge delle Calanques.

Prima tappa: Cassis, cittadina che conserva le atmosfere di antico borgo di pescatori a pochi chilometri da Marsiglia. L’appuntamento è al porticciolo. Da qui si parte per un viaggio in una delle zone più spettacolari d’Europa: le Calanques. Una costa selvaggia, dove, per 20 chilometri, fiordi di roccia calcarea si tuffano nel mare. Tra i promontori scoscesi e gli odori della macchia mediterranea spuntano calette e spiagge appartate dove nuotare e fare immersioni. Le baie – tra le più apprezzate quelle di Goudes, Callelongue, Sormiou, En Vau, Port Pin, Sugiton e Morgiou –sono raggiungibili in barca da Marsiglia e da Cassis. Le calette si possono raggiungere anche a piedi, con sentieri piani e
percorsi più impegnativi di vero trekking. Le discese sono ripide e il sole, quando non c’è il Mistral a spazzare violentemente la costa, brucia
la pelle. Ma scesi al mare la fatica è ricompensata con il silenzio di un Mediterraneo disabitato a disposizione.
Dalle Calanques il viaggio prosegue verso ovest fino a Marsiglia, il capoluogo della Provenza e primo porto di Francia.

IL PANIER, IL QUARTIERE PIU’ ANTICO DI MARSIGLIA

«Da qualsiasi luogo arrivi, a Marsiglia sei a casa tua. Nelle strade incontri visi familiari, odori familiari. Marsiglia è familiare. Fin dal primo
sguardo», scrive Jean-Claude Izzo.
Voltare le spalle al porto e al blu abbacinante del Mediterraneo è un attimo, richiamati dalle parole di Izzo, scrittore di noir, marsigliese e cantore innamorato del Panier, il quartiere più antico della città.
Dal Vieux Port si prende una scala qualunque e si comincia a salire sui gradini che costeggiano palazzi dai colori pastello. Lavanda, rosa pallido, arancio delicato. Intonaco dato di fresco. Il Panier, il quartiere «dove vivere era un vergogna. La piaga della città», che ha accolto da sempre immigrati in fuga dalla miseria e dalla repressione, è da anni oggetto di riqualificazione.
Le stradine della malavita diventano così un’attrazione per turisti, con bar, negozi di artigianato, case e alberghi ristrutturati.
«Da quando sono iniziati i lavori di recupero qui hanno preso casa anche creativi di Parigi», spiega Rabiha Benaissa, presidente di Marseille Provence Greeters, associazione di cittadini che accompagna gratuitamente i turisti per la città.
E qualche abitante non nasconde il fastidio. «Ho vissuto al Panier, tanto tempo fa – scrive Marie-Chantal sul suo blog –. Ora, quando torno, mi accorgo che è molto cambiato e provo nostalgia per i luoghi della mia infanzia».
Ma basta girare un angolo e l’atmosfera cambia. È come spiare dietro una quinta. I panni stesi, immagine simbolica della vita dei vicoli in ogni città del mondo, diventano meno fotogenici e la vecchia anima popolare riemerge prepotente. Un odore, un accento, lo sguardo di una terra lontana, mediterranea, spesso d’oltre mare.

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Categorie: Città d'arte e Capitali Europee, Corto raggio (fino a 3 ore di volo), Tour organizzati in pullman, Viaggi d'Autore, Week-end, Young Peolpe

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One Comment su “La nuova “vecchia” Marsiglia in attesa del 2013”

  1. 17 gennaio 2014 a 09:36 #

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